Varie indagini realizzate presso piccoli o grandi imprenditori hanno evidenziato che c’è un elemento importante che li accomuna; che gestiscano una società di capitali o siano semplici titolari di ditta individuale, il fattore essenziale è sempre e solo uno: risparmiare sulle tasse.

La domanda è: il titolare di ditta individuale può risparmiare sulle tasse?

La risposta è SI, ma è determinante distinguere fra partita iva con contabilità forfettarie e non.

I FORFETTARI, è risaputo, hanno il maggior risparmio fiscale: si parte dalle nuove attività che hanno una tassazione solo del 5% per i primi 5 anni, poi comunque passa al 15% che qui in Italia è una percentuale molto bassa e allettante. Il problema del risparmio fiscale si pone per tutte le altre ditte individuali, che non possono adottare il regime fiscale forfettario e adottano quindi il regime semplificato.

Per questi si applica il c.d. principio di cassa, ovvero la tassazione dei compensi/ricavi e la deduzione delle spese effettivamente pagate nel periodo di imposta di riferimento Quindi le spese sostenute possono contribuire anche in maniera determinante ad abbattere la base imponibile e quindi le tasse da pagare.

IL CONSIGLIO PIU' IMPORTANTE!

Se hai una ditta individuale e vuoi risparmiare sulle tasse devi focalizzarti costantemente su questo obiettivo! Non  commettere l'errore di tanti, tantissimi autonomi (te ne parlerò in altro post).

 

Dopo questo importante consiglio, vediamo quali sono questi cost:?

1 COSTI DEDUCIBILI AL 100%. Sono i costi relativi alla propria attività professionale, sostenuti al fine di svolgere un’attività potenzialmente idonea a produrre utili, anche in maniera indiretta. Ecco alcuni esempi:

  • Spese di cancelleria, materiale di consumo e di pulizia, valori bollati e postali;
  • Spese per lavoro dipendente e per compensi occasionali; in tal caso anche servizi in outsourcing risparmiando il costo del personale dipendente Spese relative alla sede per tutte le utenze, es.energia elettrica, riscaldamento, acqua;
  • Spese per acquisto di libri, riviste e sussidi per l’aggiornamento professionale;
  • Spese per acquisto di beni strumentali (quali software gestionali e/o professionali, computer, stampanti, etc) per l’esercizio dell’attività;
  • Spere per acquistare libri e riviste professionali per la crescita professionale, cosi come quelle per corsi di formazione e aggiornamento professionale
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2 SPESE DEDUCIBILE PARZIALMENTE (meno del 100%). Si tratta di tutte quelle spese sostenute promiscuamente sia per l’attività professionale che per la sfera personale del titolare di partita IVA. Ecco alcuni esempi:

  • Abitazione che coincide con la sede: è deducibile al 50% ogni costo relativo ad utenze gas, luce e telefono, affitto, spese condominiali. Ovviamente tutte queste utenze devono essere intestate al titolare di partita IVA.
  • Spese per Autovetture: possono essere dedotte nella misura del 20%, mentre l’IVA si detrae al 40%. In questi costi rientrano (es. spese di manutenzione e riparazione; costi per carburanti e lubrificanti; spese di gestione e di impiego; quote di ammortamento delle spese di acquisto dell’autovettura nel limite di € 18.076; canoni di leasing fino al limite massimo di € 3.615,20 annui etc)
  • Spese per la Telefonia: siano spese per telefoni fissi o per cellulari, sono deducibili all’80%.
  • Spese per alberghi e ristoranti: spese di vitto e alloggio sono deducibili al 75% Spese di rappresentanza: le spese per viaggi inerenti alla propria professione sono deducibili se non superano l’1% dei compensi percepiti nell’anno di imposta; l’IVA non è detraibile.
  • Omaggi ai clienti: sono deducibili nel limite dell’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta
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Bisogna anche tenere conto di

3 ONERI DEDUCIBILI. Sono quelli le spese che vanno sottratte al reddito prima di calcolare l’imposta da pagare, alcuni esempi:

  • contributi previdenziali versati a casse professionali di appartenenza o all’INPS;
  • gli assegni periodici per il mantenimento del coniuge separato o divorziato;
  • contributo sugli immobili ai consorzi obbligatori per legge (es., consorzio bonifica e canone concessione ex demaniale);
  • erogazioni liberali a favore di istituzioni religiose, organizzazioni non governative,
  • gli oneri dei contributi previdenziali versati per gli addetti ai servizi domestici ed all’assistenza personale o familiare
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4 ONERI DETRAIBILI. Sono quelli che vengono invece sottratti direttamente alle imposte da pagare, fra le quali:

  • Spese per istruzione secondaria e universitaria, per un importo non superiore a quello previsto per gli istituti statali;
  • Spese per attività sportive praticate da ragazzi (minorenni), per un importo non superiore a € 210 per ogni ragazzo;
  • Canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede; S
  • pese per asili nido, sostenute dai genitori per la frequenza dei figli;
  • Interessi passivi per l’acquisto di un immobile da adibire ad abitazione principale
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Grazie per aver letto questo post; se hai bisogno di chiarimenti, non esitare a contattarci !